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SPETTACOLI MULTIMEDIALI

Per collaborazioni e informazioni relative alla replica di ognuno degli spettacoli, o per nuovi allestimenti contattatemi qui

Urban Concert

ATTO I: BERLINO
SUPERSHOCK VS SIMONE ZOJA

Metropolis & Grande Guerra
Paolo Cipriano, chitarra elettrica e voce
Exsir Gennari, batteria
Simone Zoja, pianoforte

Elaborazioni video: Isabella Martinelli
Produzione 2016

Le immagini della Berlino...

...storicamente distrutta dopo la Prima Guerra Mondiale e della Germania patria di capolavori della cinematografia muta.

Quando il bianco e nero delle immagini passa dal cinema alla storia,
quando un capolavoro si lega ad un ricordo,
quando il rock incontra la classica e non sa perchè ma si può fare,
eccome se si può.

Per non dimenticare

in occasione della Giornata della Memoria

Passando dalla Memoria della Shoah e delle leggi razziali fino ad arrivare al Ricordo delle Foibe e dell'esodo Giuliano-dalmata. Produzione 2016

Memoria e Ricordo insieme...

...in uno spettacolo multimediale dove immagini e musica si intrecciano per non dimenticare.

Presentazione di Gino Anchisi
Musiche di Simone Zoja
Elaborazioni video di Isabella Martinelli

Con la partecipazione di Alessia Bertolami e Rossella Tucci - Violini

Voyage

Il Viaggio oltre l'Impossibile

spettacolo multimediale Produzione 2016

Un viaggio attraverso altri viaggi...

...con le immagini che cavalcano le note del Concept Duo, con pianoforte, marimba, synth e batteria intenti ad intrecciare ogni tipo di sonorità mai casuale, ogni nota mai banale.

Costruito sul capolavoro cinematografico di G. Méliès "Voyage à travers l'impossible" del 1904 sonorizzato dal vivo.

Concept Duo
Simone Zoja pianoforte e synth
Alan Brunetta batteria e marimba
Isabella Martinelli Elaborazioni video

PROGRAMMA
I. Introduzione e Il Viaggio astrale
II. Viaggio nella Storia
III. Viaggio attraverso l'impossibile

Christmas Bell

liberamente ispirato a “Polar Express” di C. C. Allsburg

per Voce Recitate, Pianoforte e Orchestra d'Archi Produzione 2016

Benjamin è un bambino...

...che ha smesso di credere a Babbo Natale ed alla favola della letterina; sarà stata colpa del suo compagno di classe Theodore – determinato e disilluso – o forse solo del fatto che quado il tempo trascorre si smette di credere nelle favole.

Ma la notte di Natale, nonostante abbia escogitato un piano per scoprire chi porta realmente i giocattoli a lui ed alla sua sorellina più piccola, Benjamin vivrà una delle più fantastiche avventure della sua vita, conoscerà nuovi amici, scoprirà segreti e ritroverà la bellezza del Natale al termine di un viaggio sul magico Treno che porta al Polo Nord … e il suono del campanellino non lo abbandonerà mai più.

Il sorriso della luna

CortoCircuitiSonori a spasso per il cosmo nella notte delle stelle.

per Piano solo Produzione 2012

I CortoCircuitiSonori prendono nuova vita sulle meravigliose immagini del cosmo tratte dai più moderni telescopi ad altissima risoluzione. 4 note su cui costruire un Universo di suoni e immagini.

LA TERRA - si b
CortoCircuitoSonoro 1

W. A. Mozart: Sonata k 333 in si b maggiore – III tempo
G. Gershwin: Rapsodia in blu – Preludio n. 1 in si b maggiore

MARTE - sol
CortoCircuitoSonoro 2

G. F. Haendel – S. Zoja: Passacaglia in sol minore, tema e variazioni
I. Albeniz: Asturias (Leyenda)

LA LUNA - do #
CortoCircuitoSonoro 3

L. van Beethoven: Sonata “Al chiaro di luna” in do # minore
S. Rachmaninov: Preludio in do # minore
G. Gershwin: Preludio n. 2 in do # maggiore

IL SOLE - mi b
CortoCircuitoSonoro 4

F. Schubert: Improvviso op. 90 n. 2 in mi b maggiore
G. Gershwin: Preludio n. 3 in mi b minore
S. Zoja: improvvisazioni su “Les fuilles mortes” e “Summertime”

rappresentato a: Torino (Circolo dei lettori, Palazzo Capris), Castel di Fiori (Umbria)
Regia, Pianoforte, Synth: Simone Zoja
Proiezioni Video - Montaggio: Isabella Martinelli
Service audio - luci: Compagnia Altrimaestri

Sette Tempi

Il Tempo nelle sue diverse Forme

(per pianoforte e Ensemble d'Archi) Produzione 2016

Parlare del Tempo...

... – in generale o nel particolare – non è affatto semplice poiché è quello che si può definire “campo aperto” sopra il quale studiosi, filosofi e artisti hanno cercato, immaginato e provato a regalarci idee e punti di vista, mescolando il tempo del presente con il passato, giocando con la costruzione del futuro e immaginando un’eternità fatta di attimi prevedibili e conseguenti. Assomiglia più ad un gioco, ma di quelli creati dall’uomo e calzati a pennello: quindi c’è ragionamento, c’è logica, c’è “progetto” – se non fosse altro che il legame tra il secondo che precede il successivo – e di conseguenza tutto l’universo che ci abita in mezzo – è puro mistero.

Ho provato allora a creare un’alternativa, a cambiare gioco: vi regalo non il Tempo in sé ma delle Forme del Tempo; magari sono solo alcune, magari ne dimentico altre, ma quelle scelte questa sera racchiudono alcune delle “differenti velocità” che animano ogni singolo momento della vita di tutti noi.

Introduzione
S. Zoja: Time

Il Tempo della Storia
D. Shostakovic: Romance & Valzer n°. 2

Il Tempo della Memoria
S. Zoja: Lost

Il Tempo della Paura
K. Jenkins: Palladio

Il Tempo della Solitudine
M. Tariverdiev: Notturno

Il Tempo della Notte
Yiruma: My heart sent to you

Il Tempo della Natura
F. Mendelssohn: On wings of song

Il Tempo della Civiltà
G. Sviridov: Time forward

Concept Ensemble
Violini: Ludovica Escoffier, Giulia Tucci, Ilaria Zasa, Camilla Maina, Chiara Tomassetti
Violoncelli: Pietro Defeudis, Valentina Ferrero
Pianoforte: Simone Zoja
Elaborazioni video: Isabella Martinelli
Testi e Programma Musicale: Simone Zoja, Filippo Santoni de Sio, Sergio Culicov

Magia d'Inverno

liberamente ispirato alla Regina della Neve di H. C. Andersen

Zoja Simone - pianoforte, musiche e testi
Alessia Bertolami, Rossella Tucci, Yulia Verbistkaya - violini
Isabella Martinelli - elaborazioni video
Produzione 2014

"Vorrei che tu venissi da me in una sera d'inverno e, stretti assieme dietro ai vetri, guardando la solitudine delle strade buie e gelate, ricordassimo gli inverni delle favole, dove si visse insieme senza saperlo".(Dino Buzzati)

Nostalgia di Natale

Uno spettacolo per riflettere sul sapore del Natale

Testi e direzione :Simone Zoja
Arrangiamenti musicali: Serghei Culicov
Voce recitante: Eugenio Gradabosco
Produzione 2009

Che cos’è il Natale?

O meglio, qual è il suo significato?
Quale senso attribuire,
come spiegare quelle sensazioni contrapposte,
da un lato la gioia quasi imposta,
dall’altro quel velo di malinconia,
tipico peraltro di molte famose storie natalizie?

Stephan è un musicista di strada che tante storie ha visto
nei suoi anni dedicati alla musica.
Forse lui può offrire delle risposte.

Una sola parola forse le racchiude.
Ed è Nostalgia.

con:
Gian Franco Leone, Direttore
Elena Casottana, violino
Serghei Culicov, violoncello
Simone Zoja, pianoforte
Alessandro Laganella, percussioni
Aldo Marietti, basso elettrico e corno
Alice Enrici, voce
Valentina Nebulone, flauto traverso

Primo e il pozzo

La Memoria della Shoah

Regia e musiche: Simone Zoja
Testi e Immagini: Filippo Santoni de Sio
Coordinamento audio - video di sala: Simone Zoja e Filippo Santoni de Sio
Musicisti: Simone Zoja, pianoforte - Alan Brunetta, batteria
Elisa Sartori, flauto
Ana Paraschiv, Tatiana Abbà, violini
Filippo Santoni de Sio, voce e chitarra
Produzione 2008

Che cosa significa “ricordare” oggi?

Il tema della memoria è quanto mai attuale nello sviluppo della socialità quotidiana, anche se troppo spesso si ritrova ad assumere tratti molto istituzionali piuttosto che più calzanti connotati emotivi di vera riflessione.
“Primo e il pozzo” vuole essere un omaggio alla storia passata che viene dal presente; è uno sguardo critico verso eventi certo conosciuti, ma che vuole evidenziare più quella sfuggente emotività rispetto al procedere cronologico più propriamente didascalico.
Due dimensioni si scontrano continuamente nelle tre diverse parti che formano il cine.concerto.
Nella prima, “La guerra, marcia di avvicinamento”, vengono rivelati i momenti di avvicinamento alla persecuzione ebraica, e le immagini trasudano di aspettative mal riposte e facili entusiasmi. Con la musica (con il brano “D. U. C. E.) invece, intendo rivelare l’occhio del presente, critico e disilluso, anche se pronto ad ammirare tanta forza positiva nata forse dalla rivalsa storica che ha permesso tutto questo.
La dichiarazione di guerra, primo momento sonoro, prelude alla seconda parte, “La tragedia”, e seppur cadendo in facili titolazioni, non riesco a trovar dicitura più indicata. Lo sterminio degli ebrei, (ma non solo) via via più sistematico, è illustrato con immagini forti, che l’amico Filippo Santoni de Sio, indispensabile collega, ha minuziosamente scelto perseguendo il mio stesso obiettivo illustrativo. Cinque sono i capitoli della proiezione (il tempo del Ghetto; gli eccidi nell’Europa Orientale; le due guerre degli italiani; lo sterminio degli zingari e gli “altri” olocausti; la soluzione finale), ma qui il rapporto immagini—musica si rovescia totalmente. La durezza quasi necesaria del video danza sulla musica tradizionale ebraica, dal sapore festante. Lo scontro crea stridio interiore.
L’ultima parte è sicuramente la più significativa: “La memoria”. Il presente parla al passato, due dimensioni si incontrano e si interrogano. Il punto di vista è quello di una generazione giovane che vive in un altro tempo fatto di necessità nuove e diverse.
La canzone “Primo e il pozzo”, scritta da Filippo Santoni de Sio per l’occasione, e che con vero piacere ho elevato a titolo dello spettacolo, è una riflessione vera al di là del solito qualunquismo impersonale, quasi un grido ed una pretesa: non dimenticare ogni giorno ciò che è stato, per dare un significato a coloro che vissero quelle esperienze, e permettere così che non siano solo “...note ad una pagina di storia, non esser vivi solo il giorno alla memoria …”.
Giuseppe Ferrara, con la sua intervista, ci offre un inestimabile contributo relativo alla propria esperienza diretta di guerra, campi di lavoro e di concentramento, uno spaccato di un’epoca che sta gradualmente perdendo i suoi diretti rappresentanti. Le foto che concludono lo spettacolo sono più “presenti” che mai, le ho scattate durante una delle visite che ho dedicato ad Auschwitz nel 2007, per creare un ultimo ponte tra ciò che era e ciò che rimane oggi di quella tragica esperienza. Il bianco e nero delle foto pare inevitabile conseguenza di ambienti che, per ragioni conosciute, hanno perso ogni voglia di colore.

S.Z.

Racconti dall'oceano

liberamente ispirato a "Novecento" di A. Baricco

Musiche da film, liberamente ispirato a “Novecento” di A. Baricco Produzione 2009

“Non sei fregato veramente finchè...

...hai da parte una buona storia, e qualcuno a cui raccontarla.”

L’Oceano è da sempre, tra cinema e letteratura, il simbolo dell’ignoto.
La Musica è anima indipendente, spesso al servizio di immagini, in un continuo dialogo espressivo. Ma cosa può succedere se il Teatro si affaccia curioso in questo dialogo? Nasceranno allora racconti musicali che profumano di Cinema, o colonne sonore di teatro. Storie nuove che ne evocano altre, Racconti di letteraria ispirazione.

Sera d'artista

Amore, Impegno, Pensiero, Scherno in canzoni d'autore.

Filippo Santoni de Sio voce e chitarra
Simone Zoja pianoforte e fisarmonica
Aldo Marietti basso e contrabbasso
Alessandro Laganella batteria e percussioni
Produzione 2011

Piccola Orchestra ALTRIMAESTRI e la canzone d’autore

Tre Maestri di Musica e un Professore di Filosofia interpretano brani del repertorio della canzone italiana, con qualche incursione nel teatro canzone e alcuni brani inediti.

Con la partecipazione di Alessia Bertolami (violino), Edoardo Moccia (chitarra elettrica e acustica) Massimo Zuccaro (fisarmonica), Matteo Basei (tecnico audio - video)

Musiche di Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati, Francesco De Gregori, Giorgio Gaber, Sergio Cammariere, Claudio Sanfilippo, Daniele Silvestri, Paolo Conte, Vinicio Capossela, Francesco Guccini, Filippo Santoni de Sio.

Due Sponde

Racconti a futura memoria sulle guerre balcaniche

Spettacolo multimediale con proiezioni e musica dal vivo.
Regia, musiche, testi e immagini Simone Zoja, Filippo Santoni de Sio
Produzione 2012

Un’occasione per riflettere...

...sul significato della memoria oggi, una riflessione sul concetto di umanità, distanza e responsabilità nelle catastrofi politiche.

La giornata della memoria si fonda su un’idea semplice: c’è qualcosa che sta di là, e che si deve ricordare. E ci siamo noi, di qua, che dobbiamo ricordarlo. Ciò che si deve ricordare sta di là perché è accaduto in un altro luogo – i campi di sterminio nazisti – e in un tempo ormai lontano – gli anni quaranta del secolo scorso – ad opera di feroci nemici dell’umanità ormai sconfitti: Hitler e Mussolini. Sta di là anche perché, come non ci si stanca di ripetere, la Shoah è un fatto unico, indicibile, forse incomprensibile. A noi che stiamo di qua, nell’Italia liberata e democratica del XXI secolo, incombe il dovere di ricordare, almeno una volta all’anno, quegli orrori, perché non accadano più. Nel luglio del 1995, a Srebrenica, in Bosnia Erzegovina, si è consumato il più grave genocidio del ‘900 dopo la fine della seconda guerra mondiale. Alcune migliaia di bosniaci sono stati massacrati a sangue freddo, a pochi chilometri dal confine italiano, raccolti in una “zona protetta” per iniziativa delle “forze di pace” occidentali, per mano di leaders spregiudicati, animati da strategie politiche criminali i cui esiti sarebbero dovuti esser chiari da anni. Il tutto sotto lo sguardo delle tv di tutto il mondo. Di questo, però, nessuno di noi ha davvero memoria. Com’è stato possibile? Non potrebbe darsi che ricordare in modo troppo enfatico e retorico il male che sta di là abbia in qualche modo contribuito a togliere dal nostro sguardo quello che sta di qua? E se così fosse, che cosa dovremmo fare della nostra idea di memoria? Come dovremmo celebrare le nostre giornate della memoria?

Filippo Santoni de Sio


Lo spettacolo

I. I carnefici - Un Processo.
Il primo capitolo dello spettacolo - I carnefici, Un Processo - è un dialogo tratto dal libro Imputato Milosevic di Massimo Nava e descrive gli argomenti più scomodi usati dal l’ex Presidente nella sua “autodifesa” presso il Tribunale Internazionale (dialogo scritto da Filippo Santoni de Sio).
II. Le vittime - Tre Racconti.
Il secondo capitolo - Le vittime, Tre Racconti - intende regalare gli stati d’animo di tre personaggi diversi (un soldato, un sopravvissuto ed un bambino) che hanno vissuto la guerra dal proprio punto di vista. I racconti sono tratti da La guerra in casa di Luca Rastello e Cartolina dalla fossa di Emir Suljagic (adattamento di Simone Zoja). Musiche di Simone Zoja, interpretate da Alessia Bertolami e Martina Mancuso, violini - Simone Zoja, pianoforte e synt.
Segue l’intervento di Filippo Santoni de Sio (III. Gli spettatori - Una Riflessione), il quale esplorerà la storia delle guerre balcaniche interrogandosi sulle numerose contraddizioni e proponendo alcuni spunti quanto mai attuali. La canzone “Due Sponde” (parole e musica di Filippo Santoni de Sio, Massimo Zuccaro alla fisarmonica) riflette sui concetti di umanità, distanza e responsabilità in questa catastrofe politica e umana.
“Due Sponde” è il terzo capitolo che chiude la Trilogia sulla Memoria che, insieme al Prof. nonché amico Filippo Santoni de Sio, ho curato per regalare al pubblico pillole di “memoria conoscitiva”, attraverso spettacoli che si muovono verso punti di vista nuovi. Come sia nel capitolo I (dal titolo “Primo e il pozzo”, sulla Shoàh, 2008) che nel capitolo II (“Dal Buio”, sulla desaparecion, 2011), sarà il brano “Per non dimenticare” op. 1 per pianoforte e 2 violini a salutare la scena, come ideale filo conduttore musicale di un tema che mai dovremo smettere di interpretare.

Simone Zoja

Guerra d'autore

Quando la canzone d'autore interpreta storici scenari.

Regia e Pianoforte Simone Zoja
Musiche d'autore F. De Andrè, M. Manfredi, A. Lega, G. Calabrese, P. Conte
Produzione 2006

Cos’è la Guerra?

Le definizioni si sprecano, e la letteratura offre spunti molteplici, grande illusione, conversazione violenta, sconfitta totale, duello su vasta scala, sola igiene del mondo, invenzione e non istinto, violento mestiere, fonte di tutte le arti.
Spesso accade che filosofi meno classici ma altrettanto pungenti, i cantautori, dedichino alcune delle proprie perle musicali a questo tema, così forte e pericoloso, un tema che invoca schieramento, un argomento che annuncia battaglia di idee e presupposti.
«Guerra d’autore» è anche un omaggio musicale ad immagini di repertorio, che incontrano così poesia e musica, verso una moderna concezione di arte totale, perché la memoria viva non solo nella cultura del presente, ma anche in quella del futuro.

Passacanto Ensemble: Lorenzo Orlandini chitarra e voce, Alberto Bullio chitarra, Bati Bertolio fisarmonica

Con la partecipazione di Emma Salizzoni e Marta Amico (violini)

Dal buio

Un Prologo e tre colori contro la desaparición

Regia, musiche, testi e immagini Simone Zoja e Filippo Santoni de Sio Produzione 2011

Spettacolo multimediale con proiezioni e musica dal vivo.
Un'occasione per riflettere sul significato della memoria oggi, un omaggio alla memoria non solo dei pochi ma anche di tutti gli altri.


Le Giornate della Memoria pongono alcuni gravi problemi. In primo luogo, esse dovrebbero essere uno strumento di conoscenza. Ma non si può ricordare ciò che non si sa. Molti, per fortuna, ormai sanno qualcosa sulla Shoah, ma pochissimi sanno delle continue gravissime e sistematiche violazioni dei diritti umani avvenute in altri luoghi, in tempi più recenti, a volte con metodi simili e altrettanto ripugnanti di quelli nazisti. Il secondo problema è come utilizzare la conoscenza e la memoria. Oggi che il numero dei sopravvissuti alla catastrofe della Seconda Guerra Mondiale si fa sempre più esiguo, la responsabilità di mantenere vive le loro testimonianze pesa in modo più forte e grave sulle nostre spalle. Istituito di recente, il Giorno della Memoria, rappresenta il modo più diretto e immediato per rispondere a questa preoccupazione. Ma le cerimonie ufficiali, si sa, tendono presto a cristallizzarsi in eventi rituali sempre uguali a se stessi. Con il rischio di non trasmettere più il senso di che cosa si sta ricordando e perché. Se è il male politico che si vuole conoscere e ricordare, se è per tener vigile la coscienza civile che si invita al ricordo, allargare lo sguardo al di là del tragico esempio della Shoah, può essere un buon modo per onorare e mantenere in vita lo spirito della Giornata della Memoria.

Lo spettacolo “Dal Buio: un prologo e tre colori contro la desapareción” sceglie di occuparsi del sistema, solo in parte conosciuto, della desapareción, utilizzato sistematicamente durante la dittatura delle giunte militari in Argentina (1976 - 1983) per eliminare ogni forma di opposizione politica e sociale. Attraverso musica, immagini e testimonianze, esso ricalca il triangolo della violenza moderna: vittime, carnefici e spettatori, ruoli caratterizzati da scelte e caratteri drammaticamente ricorrenti attraverso l’orribile varietà delle catastrofi politiche più recenti. Figure e storie che sollecitano compassione e indignazione, svelano il volto ordinario del male, invitano al rifiuto del fatalismo raccontando le possibilità dell’opposizione e della resistenza.

Filippo Santoni de Sio


Il primo colore - ROSSO - le vittime - racconta una serie di storie tratte dal celebre romanzo di Massimo Carlotto “Le irregolari”: sono estratti liberamente rimescolati ma allo stesso tempo uniti dallo stesso tratto caratteristico: ciascuna sparizione fu improvvisa, tanto improvvisa quanto inesorabile nella propria conclusione. Che è la morte. La musica - “Improvvisamente” op. 2 - segue ogni fotogramma del racconto esaltandone il carattere lento e ossessivo, a tratti melodico e nostalgico, come riflesso della vita di tutti i giorni prima che, di colpo, ogni cosa prendesse una piega assai diversa.

Il secondo colore - NERO - i carnefici - è la drammatica confessione di Adolfo Scilingo, uno dei piloti dei “voli della morte”, e attraversa magicamente una serie straordinaria di stati emotivi: dall’incomprensione alla diffidenza, dallo sfogo alla liberazione. “Oblivion” è uno dei più celebri tanghi di A. Piazzolla, ed entra così di diritto all’interno dello spettacolo, anche se trasfigurato per cavalcare al meglio i crimini confessati.

Il terzo colore - BIANCO - la resistenza - è dedicato alle Madres e alla resistenza che nacque proprio in seno al quel periodo degli orrori. Un dialogo tra due madri e un figlio (hijos) per non dimenticare la storia scritta da coloro che ebbero il coraggio di dire no alle barbarie della dittatura.

“Dal Buio” è il secondo capitolo della Trilogia sulla Memoria che, insieme al Prof. nonché amico Filippo Santoni de Sio, sto curando per regalare al pubblico pillole di “memoria conoscitiva”, attraverso spettacoli che si muovono verso punti di vista nuovi. Come nel capitolo I (dal titolo “Primo e il pozzo”, sulla Shoàh, 2008), sarà il brano “Per non dimenticare” op. 1 per pianoforte e 2 violini a salutare la scena, come ideale filo conduttore musicale di un tema che mai dovremo smettere di interpretare.

Simone Zoja

Un canto di Natale

Libera trascrizione della novella di C. Dickens

Regia, testi e pianoforte SIMONE ZOJA
Voce recitante MASSIMO MORETTA
Programma musicale SERGHEI CULICOV
Elaborazioni video ISABELLA MARTINELLI
Produzione 2015

Ebenizer Scrooge è un vecchio avaro...

...che vive con l’unico obiettivo di guadagnare più denaro possibile rifiutando affetti e buone azioni, cercando per sé solo potere e solitudine. Ma a sette anni dalla scomparsa del suo socio in affari, Jacob Marley (morto proprio la notte di Natale), Scrooge riceverà la visita del fantasma del collega defunto che gli presagirà la visita di tre spiriti. Scrooge si tufferà nei suoi ricordi, alcuni belli, altri nefasti, fino a intravvedere il suo tremendo futuro. Al termine del suo magico viaggio interiore Scrooge cambierà sé stesso e tutta la sua vita in quella che è universalmente considerata la più bella favola del Natale.

Orchestra d'Archi CONCEPT YOUNG ORCHESTRA